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By 43zero58 19 Apr 2008 in Etichette e packaging Un nuovo allarme circa il possibile collegamento tra il cancro al seno e alla prostata causato da un ormone modificato chimicamente dalla plastica per alimenti e per bottiglie arriva dagli Stati Uniti, pubblicato da un gruppo internazionale di scienziati. La ricerca conclusasi questa settimana e testata su animali, era orientata ad evidenziare che una esposizione al Bisfenolo A (BPA) presente in grande quantità nella produzione di plastica e resina, potrebbe causare cambiamenti nella prole, quali obesità, diabete e cancro. Ora è stata pubblicata la nuova prova che collega il prodotto chimico ai possibili effetti sulla salute, il gruppo che consta di 38 esperti di tutto il mondo che studiano il BPA ha rilasciato una dichiarazione di consenso sul Journal Reproductive Toxicology basata su più di 700 studi. La reazione del BPA sull’uomo, ha dichiarato il Prof. Fred vom Saal dell’Università del Missouri, Columbia, durante una riunione patrocinata in parte dal governo degli Stati Uniti, e gli effetti riscontrati, prosegue, sono più che sufficienti per avvertire il pubblico. Il BPA non persiste nell’ambiente, lo si trova solamente in bevande e cibi i cui contenitori ne fanno largo uso, ed era presente nel 95% delle persone esaminate nella ricerca. Le aziende produttrici sostengono che si, c’è migrazione di sostanza ai cibi e bevande, ma in quantità ridotte e non dannose, ma il Prof. vom Saal ha ribattuto che negli animali testati si sono riscontrati danni importanti alla salute a dosi estremamente basse (meno di una parte per trilione), e comunque il BPA è soggetto ad accumulo nel corpo. Il nuovo studio, conclude Laura Vandenberg della Tufts University di Boston, ha evidenziato come i livelli di BPA rilevati nelle persone esaminate sono superiori a quelli sufficienti per causare gravi danni negli animali. L’ultima opinione dell’EFSA riguardo il BPA è del Gennaio 2007 e dice: il BPA non è pericoloso a livello di tracce, come quello che viene assunto attraverso cibi e bevande, citando queste parole il portavoce dell’Associazione Industrie Chimiche Britanniche ha detto, pensiamo che questo sia giusto. Crediamo che l’EFSA e il portavoce dovranno rivedere le loro opinioni.
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